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maiolica ceramica artistica bijoux in seta ulivo

Fin dal III millenio a.C. Greci e Romani usavano il FELTRO per confezionare abiti, copricapi e mantelli. In feltro sono confezionati anche i valenki, i tipici stivali russi. Il feltro non è un tessuto, ma una stoffa realizzata con pelo animale: generalmente lana cardata di pecora. Le fibre vengono bagnate con acqua calda, intrise di sapone e battute, sfregate e pressate fino ad ottenerne l'infeltrimento che è un processo progressivo irreversibile e che determina la riduzione di circa il 50% sia in larghezza che in lunghezza. Il nome feltro deriva dalla città di Feltre, municipio romano, dove le lane delle capre e delle pecore venivano follate e commerciate nelle regioni del nord dell'impero romano attraverso la Via Claudia Augusta Altinate. Nel 1.544, in seguito al crollo della facciata del Duomo, fu trovata una lapide romana dedicata a Caio Firmio Rufino, procuratore dei fabri (carpentieri), dendrofori (zattieri) e centonari (artigiani che producevano i centoni ovvero i panni feltrini). La leggenda narra che San Giacomo apostolo, pescatore, per proteggere i piedi dalle prove dei lunghi spostamenti, provò ad imbottire i sandali con dei battufoli di lana che le pecore avevano lasciato sui cespugli spinosi. Pressata dal peso e bagnata dal sudore, la lana si indurì trasformandosi in una falda compatta: il feltro. Il feltro si differenza dal loden in quanto quest'ultimo è dato dall'infeltrimento di un tessuto di lana, mentre il walk si ottiene dall'infeltrimento di lana lavorata a maglia. Oggi sono di uso comune caldissime pantofole in lana infeltrita così come colorate collane per tutti i gusti.

Probabilmente originario dell'Asia occidentale, l'ULIVO si diffuse in tutta l'area mediterranea, dove il suo culto fu consacrato dalla mitologia e da tutte le religioni. Sinonimo di fertilità e rinascita, di resistenza alle ingiurie del tempo ed alle guerre, simbolo di pace e valore, l'ulivo rappresenta un elemento naturale di forza e di purificazione. Oltre al frutto, ne viene utilizzato il pregiatissimo legno che, pur reinterpretando le forme del passato, ben si adatta alla funzionalità ed al design del moderno abitare.

Ci sono dei luoghi dove la terra è magica. Portano i nomi dei comuni della CERAMICA artistica e tradizionale italiana, unica al mondo. La produzione ceramica ebbe avvio nella nostra penisola con gli insediamenti dei vasai greci lungo le coste dell'Italia meridionale. I modelli pittorici e le soluzioni tecniche si affinarono dando vita alle più svariate proposte per rispondere sia ad esigenze quotidiane di conservazione di cibo e bevande, che di arredo di prestigiose dimore. Ogni città di antica tradizione ceramica racconta così la sua storia.

A Nove (VI) da secoli si lavora la ceramica con passione. Tra i decori tradizionali ricordiamo quelli floreali, quelli dei mesi, delle stagioni o raffigurazioni di scene paesane.

Nella vicina città di Bassano del Grappa (VI) il fiume Brenta muoveva le macchine che frangevano i sassi della montagna per preparare l'impasto della ceramica ed i forni cuocevano gli impasti di argilla per creare svariati oggetti di arredo.

Adagiata alle falde del monte Ingino, Gubbio (PG) è fra le più antiche città dell'Umbria. Qui la produzione ceramica ha raggiunto livelli di eccezionale espressione tecnica e decorativa. Nel 1.498 Mastro Giorgio Andreoli giunse a Gubbio da Intra con i suoi due fratelli Giovanni e Salimbene. Insieme produssero per la borghesia del tempo, fino al 1.518, raffinate maioliche con la tecnica del lustro in terzo fuoco che dava riflessi oro e rubino. Dopo la decadenza dei secoli XVII e XVIII, le botteghe artigiane dell'800 recuperarono questa tecnica e le decorazioni a grottesche, arabeschi e stemmi araldici rinascimentali.

Le origini di Vietri sul Mare (SA) sono riconducibili all'antica città etrusca Marcina e proprio agli etruschi si fa risalire la nascita della ceramica in questa terra. Durante l'epoca della Repubblica Amalfitana fiorirono botteghe che vendevano maioliche ispirate all'oriente. Nel 1.600 iniziò a diffondersi invece la produzione di mattonelle decorative murali, edicole votive, acquasantiere e le tradizionali riggiole (piastrelle per pavimenti con decori geometrici o barocchi). Nei primi decenni del Novecento un gruppo di artisti introdusse nuovi stili e decori: il famoso asinello, scene di vita quotidiana, scorci di paese, presepi e animali, il tutto nei tipici toni caldi che colorano questa terra.

Il nome Caltagirone (CT) deriva dall'arabo Qualat-Jerun, che significa "castello dei sepolcreti", nome dovuto alla presenza di vaste necropoli su tutto il territorio. Qui la produzione ceramica risale all'età neolitica e continuò a prosperare sotto le dominazioni romana, bizantina ed araba. Dopo il terremoto del 1.693, la ripresa portò con sè una originale e vivace policromia di bruno manganese, giallo oro, verde ramina e blu cobalto in vasi sempre più elaboarti ed arricchiti di applicazioni plastiche in rilievo. Nel XiX secolo Caltagirone divenne il più grande centro siciliano di produzione di vasellame e stoviglierie con il fiorire delle fabbriche dei cannatari ovvero i produttori di cannate, termine dialettale con il quale si indicano le brocche da vino. Si fa invece risalire alla leggenda popolare dei due amanti clandestini sorpresi e decapitati durante la dominazione araba in Sicilia (le teste furono poi esposte sul balcone) la nascita dei portavaso antropomorfi.

Da un punto di vista simbolico la borsa rappresenta il potere femminile di contenere ed un luogo di conservazione. E' inoltre associata agli dei messaggeri come Mercurio e Priapo. Dall'originale funzione di custodia del denaro, che la legava prettamente al commercio, la sua storia si è evoluta arricchendosi di accezioni più mondane e modaiole. In società in cui era l'uomo a svolgere attività legate all'uso del denaro, la borsa era soprattutto un accessorio maschile, generalmente un semplice sacchetto in CUOIO grezzo. Il nome borsa deriva infatti dal greco "byrsa", che significa cuoio. Le più antiche testimonianze della lavorazione delle pelli nel nostro paese sono state rinvenute in Toscana e risalgono al XII secolo, quando la Repubblica Fiorentina istituì le Arti Minori tra cui calzolai, cuoiai e sellai. Le borse degli artigiani fiorentini erano molto richieste, anche da mercanti stranieri. I bolzieri di Venezia facevano parte invece dell'Arte dei Lavoratori del Cuoro. Questi producevano borse in cuoio di varie fogge e dimensioni. Con il Medioevo la borsa si è adattata alle esigenze di pellegrini e contadini con l'aggiunta della tracolla che permette di avere le mani libere. Nel Duecento comparvero le scarselle alla tedesca (marsupi) portate al centro della vita, per arrivare all'odierno concetto di borsa con chiusura metallica nel Rinascimento. Durante la guerra erano diffuse robuste borse in cuoio, sobrie, resistenti, funzionali e dinamiche. Sicuramente la borsa è uno degli accessori più indispensabili: contiene il nostro microcosmo privato. Non possiamo parlare di uno stile dominante, ma di una commistione di stili: dal geometrico al ricercato, dall'essenziale al classico, a seconda dell'autoimmagine di chi la indossa. Fidatissimo custode dell'identità dell'individuo, l'attuale borsa in cuoio fatta a mano rimane sempre un accessorio affascinante, ricco della storia che ha vissuto. Generalmente unisex le borse artigianali in cuoio possono evolversi in creazioni ricercate, che regalano a chi le indossa quel tocco di stile ed eleganza in più. Indossabili in ogni stagione ed occasione si abbinano a tutti i colori ed a vari stili d'abbigliamento. Il tempo e l'usura ne esaltano la qualità e la bellezza. Ma la resistenza e l'eleganza del cuoio si presentano anche sottoforma di altri indispensabili accessori tra cui portachiavi, portafogli, portaspiccioli e cinture.

Il PELTRO ci racconta una storia antica e nobile. Fin dal XII secolo la corporazione dei peltrai fu una delle più importanti in Europa. Piatti, brocche, scodelle, bicchieri e posate in peltro andarono a sostituire le precedenti stoviglie realizzate in argilla o legno. Con l'affinarsi delle tecniche di produzione, gli stampi in terra, gesso o pietra furono sostituiti nel XVI-XVII sec. da quelli molto più durevoli in ferro, ghisa o bronzo. La conseguente diminuzione dei costi di produzione favorì l'espansione del mercato, cosicchè le suppellettili in peltro entrarono in tutte le dimore nobili e borghesi. La nascita dell'industria decretò il declino dell'artigianato e con esso quello del peltro, sostituito da materiali più economici quali ceramica e porcellana. Il peltro è una lega di stagno (min 92%), rame e antimonio. Oggi il peltro si ripropone adattato alle nuove tecnologie ed esigenze di mercato, non contiene più il piombo che lo faceva scurire con il tempo ed è adatto all'uso alimentare. Gli oggetti in peltro hanno un aspetto massiccio ed una patina particolare, maneggiarli è piacevole, vellutati al tatto stupiscono per la loro praticità. Fatti con cura per sembrare vissuti, donano alla casa il giusto calore senza mai tradire le loro antiche e nobili origini artigianali.

In passato Venezia rappresentava il punto di arrivo di tutti gli scambi marittimi con le coste orientali del Mediterraneo. Fu così che i veneziani conobbero il VETRO. Ma la loro intuizione fu quella che questo materiale estremamente malleabile fosse adatto ad essere soffiato e modellato allo stato incandescente. La storia del vetro di Murano nacque nel 1.291 quando, a causa dei frequenti incendi che si sviluppavano nei forni dei laboratori di Venezia con disastrosi danni alle abitazioni in legno, la Serenissima decretò che le vetrerie venissero trasferite sull'isola, dove, con il tempo, stili e abilità si perfezionarono garantendo a Murano per secoli il monopolio sulla qualità del vetro. Una fra le tecniche più antiche è quella del vetro murrino, ottenuto saldando fra loro con il calore delle sezioni di canne policrome e modellando la piastra così realizzata. Oggi la vetreria muranese è fra le forme di artigianato artistico più legate al mondo dell'arte e del design, vero vanto del made in Italy.


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sciarpe borsette in lana infeltrita


pantofole fatte a mano collana lana




grattugia in legno di ulivo
ciotolina doppia in legno di ulivo



posate in legno di ulivo
posate in legno di ulivo curve
spatola in legno di ulivo

tete à tete porta aglio servizio decorato a mano


centrotavola servizio da tè


pentoline maiolica artistica acetiera maiolica artistica biscottiera maiolica artistica


servizio da caffè servizi in maiolica


botte in maiolica servizio da caffè


cinture artigianali in cuoio borsette artigianali in cuoio


portachiavi artigianali in cuoio portamonete artigianali in cuoio portafogli artigianali in cuoio


alzatina in peltro bacile in peltro


brocca in peltro vassoio in peltro portamoccolo in peltro


scatoline in peltro stampini in peltro


candelabri in vetro vaso in vetro vaso in vetro


abat-jour abat-jour lampada veneziana in vetro


set collana-orecchini in vetro girocollo con perla in vetro anello e bracciale in vetro di Murano







Il valore dell'artigianato

...ed il valore aggiunto del MADE IN ITALY




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